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Primi pellegrini inglesi a Santiago


Fonti

Senza dubbio, se da un punto di vista strettamente storico i pellegrinaggi inglesi dell’XI, XII e XIII secolo sono, secondo Derek Lomax, i meglio documentati, dal punto di vista letterario le difficoltà sono molte di più. Lomax (1985: 165) cita come principale fonte di informazione “il Public Records Office”, tra i cui abbondanti documenti si possono trovare migliaia di riferimenti esclusivamente ai pellegrinaggi Jacobei.

Le informazioni contenute in questi documenti si riferiscono a questioni come il nome e l’affiliazione dei pellegrini, salvacondotti, lettere di raccomandazione, disposizioni testamentarie, licenze di imbarco, ecc., Che, sebbene di grande valore per lo storico, contribuiscono poco o nulla allo studente di lettere in generale.
Troviamo, quindi, che ciò che costituisce un aspetto differenziante e vantaggioso per lo studio storico del pellegrinaggio inglese non lo è quando si effettua uno studio letterario e che, in questo senso, si affrontano gli stessi problemi di documentazione degli studiosi di qualsiasi altra letteratura europea . La scarsità di manoscritti medievali conservati, da un lato, e la difficoltà di accedere alle poche edizioni esistenti, dall’altro, fanno sì che intraprendere uno studio letterario su testi medievali inglesi riferiti al Camino de Santiago richieda un notevole investimento di tempo e risorse .

Come è logico, i testi originali di questo tempo sono scritti a volte in latino e talvolta in inglese medievale, un inglese che presentava profonde differenze dialettali e che, quindi, richiede una profonda conoscenza di queste varietà per la sua comprensione, sebbene la maggior parte delle edizioni a cui abbiamo accesso sono adattamenti all’inglese corrente. La documentazione permette di stabilire il numero e l’importanza dei pellegrinaggi, nonché il tipo di pellegrino medievale. Gli adattamenti e le traduzioni, da parte loro, offrono una visione più personale delle esperienze e delle vicissitudini di questa figura storica.
Abbiamo accennato al carattere narrativo di alcuni documenti storici medievali, che, sempre seguendo Lomax, si possono suddividere in due categorie: narrativa e burocrazia. I documenti dell’XI e del XII secolo offrono un marcato carattere narrativo poiché, per la maggior parte, assumono la forma di cronaca e introducono elementi cavallereschi e aneddotici. Questo carattere narrativo si perde dal 1201, data in cui iniziarono ad essere redatti i verbali degli spostamenti, delle disposizioni e dei lasciti dei pellegrini, principalmente nobili, con uno scopo esclusivamente burocratico, di scarso interesse per il nostro approccio.

Primi pellegrini

Tuttavia, e anche concentrandosi su documenti storici di natura narrativa, non sarebbe possibile tracciare un profilo reale ed esatto dei pellegrini inglesi medievali, poiché si riferiscono solo a personaggi di una certa entità, sia per la loro posizione sociale sia per la loro ricchezza, ignorando la presenza di un altro tipo di pellegrino, presumibilmente più numeroso, sulle rotte jacobee. Per completare questo profilo, è necessario rivolgersi ad altre fonti, come la biografia di Saint Godric, le storie dei miracoli di San Tommaso Becket, San Guglielmo di Norwich o San Rugo, tra gli altri, in cui si trovano pellegrini di diverse estrazioni sociali.
Nei documenti dell’XI e del XII secolo compaiono i nomi di vari nobili che si disputano l’onore di essere stato il primo pellegrino dall’Inghilterra il cui viaggio sia stato registrato per iscritto. Tra questi, e a seconda delle fonti, ci sono Walter Giffard, signore di Longueville, un cavaliere normanno, che, secondo Wace (cfr Lomax 1985: 166), ha partecipato alla battaglia di Rastings e il cui pellegrinaggio risale intorno all’anno 1064.

Secondo Vázquez de Parga (1949: 51), l’onore spetta ad Angost de la Raye, un proprietario terriero del Lincolnshire, che cammina a Santiago tra il 1093 e il 1120. Altre fonti (Farrer 1916) citano Richard Mauleverer, dallo Yorkshire:
Il primo pellegrino registrato dall’Inghilterra a Santiago de Compostela era un tale uomo che si chiamava Richard Mauleverer, il villaggio in cui deteneva la sua proprietà porta ancora il suo nome -Allerton Mauleverer, a circa dieci miglia a ovest di York -e fece il suo pellegrinaggio poco prima del 1105 (n. 729) 1
L’ultimo dei candidati è Hugh de Montgomery, conte di Shrewsbury, che, accompagnato dal fratello Arnulf e dal suo maggiordomo Gual, si recò a Compostela tra il 1094 e il 1098 (Lomax 1985: 168).
Ma, a prescindere da quale di loro sia stato il primo a raggiungere la tomba dell’Apostolo, nessuno merita propriamente il titolo di pellegrino inglese, poiché erano tutti cavalieri normanni, sebbene si stabilirono in Inghilterra dopo la vittoria di Guglielmo il Conquistatore.

Lo stesso non accade con le nobili dame, poiché solo Matilde, figlia di Enrico I d’Inghilterra e vedova dell’imperatore Enrico V di Germania, detiene l’onore di essere la prima pellegrina inglese. Questa nobile signora non solo si recò a Compostela nel 1125, ma tornò anche nel suo paese portando con sé la mano dell’apostolo Santiago che era stata donata da suo padre, Enrico I, all’abbazia di Reading, dove fu venerata fino al sacco da ordine di Enrico VIII (Bentley 1992: 23-25).
L’onore di essere il primo pellegrino anglosassone conosciuto corrisponde, secondo tutte le indicazioni, a San Godric de Finchale, figura il cui interesse, indipendentemente dalla sua importanza religiosa o storica, risiede in una serie di caratteristiche personali che probabilmente lo avvicinano a il profilo del pellegrino anonimo più frequente nel Medioevo (cfr. Lomax 1985: 170-2). Sebbene San Godric non fosse né nobile né ricco, abbiamo prove del suo pellegrinaggio, e persino la data esatta, grazie a una cronaca di crociati in cui il santo è indicato come il “pirata inglese che trasportò re Baldovino I da Arsuf a Giaffa, il 29 maggio 1102 e subito dopo tornò a casa in visita a Santiago lungo il cammino “. (Ibid., Pp. 33-34; Alberici Aquensis Historia Hierosolumitana, lib. IX, cap. IX).

Le altre notizie sulla vita e sui molteplici pellegrinaggi di San Godric si trovano nella biografia che un certo Reginaldo scrisse nel XII secolo e che fu pubblicata nel 1845. In questa biografia ci viene presentato San Godric come un uomo di umili origini, Nato a Norfolk intorno al 1070 ed estremamente pio, ciò non gli ha impedito di esercitare i mestieri di mercante, venditore ambulante e pirata, oltre che di pellegrino ed eremita. È questa combinazione di santo e avventuriero che rende la figura di San Godric particolarmente affascinante. Ci sarebbero molti pellegrini con un profilo simile? Forse, ma nessuno si è preso la briga di scriverne.

Tuttavia, come abbiamo già detto in precedenza, nei racconti di miracoli compiuti da diversi santi inglesi, compaiono i nomi e le circostanze dei pellegrini non appartenenti alle classi superiori. La cosa buffa è che lo fanno come scusa per stabilire un confronto tra i poteri dei diversi santi. È il caso, ad esempio, di Ralph de Attenborough, che subì continui attacchi di follia e decise di fare un pellegrinaggio a Santiago in cerca di una cura. Il pellegrinaggio sembrò avere successo, ma al suo ritorno in Inghilterra ebbe una ricaduta, dalla quale si riprese solo dopo aver pregato tutta la notte presso la tomba di Gilberto di Sempringham, che sarebbe poi stato canonizzato e nel cui dossier di canonizzazione compare questa storia.

Anche nella raccolta dei miracoli di San Tommaso Becket, Benedetto da Peterborough racconta come i pellegrini inglesi che si preparavano ad attraversare la Manica, all’inizio del loro pellegrinaggio, si affidarono non a Santiago, ma a San Tommaso, che deve aver goduto maggiore fiducia tra i loro connazionali. Un’altra curiosa storia sulle rivalità santera, raccontata in questa stessa raccolta di miracoli, è quella del vescovo di Armenia, che miracolosamente liberato dalle grinfie dei musulmani, visitò Roma, Colonia e Santiago alla ricerca di un santo a cui poter ringraziare un tale miracolo. Il vescovo non ha trovato il santo giusto finché non ha raggiunto Canterbury e ha pregato sulla tomba di San Tommaso Becket.

Ne I miracoli di San Guglielmo di Norwich si fa riferimento al primo pellegrino inglese appartenente alle classi popolari di cui conosciamo il nome. Si tratta di Botilda, moglie di Gerardo, cuoco del Norwich Cathedral Chapter, che ha compiuto il suo viaggio negli ultimi anni dell’XI secolo e che è stata salvata da San Guglielmo dall’annegamento nel corso di una terribile tempesta nel Canale della Manica. Oltre a questo, ci sono pochi riferimenti ai pellegrini che compaiono nei documenti dell’XI e dell’XI secolo, tra le altre ragioni perché sia ​​i viaggi via mare che quelli terrestri implicavano pericoli aggiuntivi per le donne che non potevano permettersi l’accompagnamento di un entourage protettivo. E, in caso contrario, mancava loro il coraggio e la forza morale che caratterizzano il più famoso dei pellegrini inglesi, reali o fittizi. Ci riferiamo, ovviamente, alla moglie di Bath nei racconti di Chaucer.

E i monarchi inglesi? Tate (1990: 12) afferma che non c’era un solo re inglese che non avesse promesso di fare il viaggio a Compostela dai tempi di Enrico II, Edoardo I, II e III a Juan de Gante, padre dei monarchi. Tali promesse non derivarono solo da motivi spirituali, come nel caso del fidanzamento del principe Edoardo (in seguito Edoardo I) con Eleonor, sorella di Alfonso X il Saggio, nel 1254. Tuttavia, l’unico che mantenne la promessa fu Juan de Ghent nel 1386, come descritto da Jean Froissart[…].