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Tra Emilia Toscana: i monti della Sambuca Pistoiese

Giorno del Trekking: 20 novembre 2016

Percorso: Ponte della Venturina – Pavana – Castello di Sambuca Pistoiese – Taviano – Caviano – Monte dell’Uccellaia – Badi – Ponte della Venturina.

Durata: 9 ore

Distanza: 25 km

Dislivello in salita: 1100 mt

Dislivello in discesa: 1100 mt

Note: Il percorso si sviluppa su sentieri normalmente indicati con segnavia CAI. Per un certo tratto si sovrappone alla via Francesca della Sambuca. Tuttavia non tutti i tratti hanno segnavia frequenti per cui è necessario porre attenzione alle variazioni di direzione non sempre evidenti.

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L'escursione è stata organizzata dal  CAI di Bologna Ovest e ci ha guidati nel percorso l'amica Luana.

Partiti da Bologna in una mattina nebbiosa, siamo arrivati a Ponte della Venturina (punto di inizio e fine dell'anello) con la nebbia ormai scomparsa e  il cielo che prometteva una discreta giornata di sole.

Partenza, Bacino di Pavana e Via Francesca della Sambuca

Dopo un briefing con la nostra guida CAI abbiamo iniziato il percorso inoltrandoci su per una stradina in salita nei pressi di un'edicola per poi poco dopo immetterci nel sentiero CAI 161. Il sole già filtrava tra i rami dei faggi e castagni accendendo di colori caldi tutto ciò che ci circondava.

Inizio del sentiero verso i monti della sambuca Pistoiese
Inizio del sentiero verso i monti della sambuca Pistoiese

Poco dopo, percorso un breve tratto di strada asfaltata abbiamo imboccato il CAI 163 che costeggia a monte l’abitato di Pavana. Dal sentiero si scorge a valle il bacino di Pavana sul torrente di Sambuca Pistoiese che fa parte del sistema idroelettrico dei Bacini di Suviana, Brasimone e San Damiano ( o Santa Maria). Questo bacino fu realizzato per poter alimentare la linea Ferroviaria Bologna-Porretta-Pistoia.

Scorcio sul Bacino di Pavana
Scorcio sul Bacino di Pavana

Il sentiero che stiamo percorrendo da Pavana a Castello di Sambuca Pistoiese si sovrappone per un certo tratto alla “Via Francesca della Sambuca” che costituiva il tratto toscano che percorrevano i pellegrini e viandanti provenienti dal centro Europa per immettersi poi nella principale Via Francigena per poi raggiungere Roma per fede o per affari.

Il Castello di Sambuca Pistoiese

Continuando in salita sul sentiero  CAI 163 si giunge al Castello di Sambuca Pistoiese oggi in stato di totale abbandono ma che ha visto momenti di gloria come bastione difensivo del territorio di Pistoia. Al castello sono legate anche le vicissitudini di Selvaggia Vergolesi che visse qui dopo la fuga fortunosa di fronte al nemico. Morì qui nel 1313. Di questa dama sappiamo la storia perché la sua vita è stata malinconicamente cantata dal poeta Cino da Pistoia del quale non sappiamo se fosse realmente innamorato della sua dama, ma sicuramente ha avuto la capacità di renderla immortale nella sua lirica fino a noi abitanti frettolosi del XXI sec.

Castello di Sambuca Pistoiese
Castello di sambuca Pistoiese

Al di la di un rudere di muro si scorge il cimitero di Castello: osservandolo in questa giornata autunnale col sole che esalta i caldi colori si prova, nonostante tutto, un senso di pace e serenità.

Dopo una breve sosta, abbiamo ripreso il cammino, attraversando la località Castello, dove ci imbattiamo nelle vestigia di improbabili negozi di vendita di generi alimentari probabilmente in attività fino a qualche decina di anni fa.

Localita Castello di Sambuca
Localita Castellodi Sambuca

Superate le ultime case abbiamo imboccato in discesa il  sentiero CAI 165, anche questo acciottolato,  che ci condurrà velocemente nei pressi di Taviano sulla Porrettana. Mentre scendiamo, guardando in direzione di Castello si ha un bellissimo e suggestivo quadro di insieme. Riportando invece lo sguardo sulla valle, dove corrono fianco a fianco la Porrettana (antica via Leopolda) e il torrente della Sambuca, salta agli occhi la stella di cavi elettrici che,  partendo una cabina di distribuzione, porta energia elettrica in tutte le direzioni raggiungendo i borghi dispersi sulle montagne sia da una parte che dall'altra della "Leopolda"

Bella veduta del Castello di Sambuca dal sentiero che porta a Taviano
Bella veduta del Castello di sambuca dal sentiero che porta a Taviano

Monte dell'Uccellaia e cippo del Partigiano

Arrivati a Taviano e superato il ponte sul torrente, si attraversa la vecchia Leopolda e poco dopo si inizia salire riprendendo il sentiero CAI 165 che, passando dal borgo di Caviano dove abbiamo fatto una breve sosta, ci condurrà verso il monte verso dell’Uccellaia. Dopo una lunga e impegnativa salita si giunge al Cippo in memoria del partigiano Magnino Magni che sacrificò la sua giovane vita per permettere ai suoi compagni di mettersi in salvo da un rastrellamento dei tedeschi. Questi segni alla memoria non sono mai da sottovalutare facendoli cadere nel romanticismo o nell’oblio in quanto la libertà e la democrazia non sono per sempre e vanno sempre difesi e riaffermati.

Cippo alla memoria del partigiano Magnino Magni
Cippo alla memoria del partigiano Magnino Magni

Nel punto in cui ci troviamo si incrociano, formando sulla carta una “X”, i sentieri CAI 165 dal quale noi proveniamo da NO e il sentiero CAI 167 che prenderemo verso NE iniziando la chiusura dell’anello. Merita di essere menzionata a questo punto l’esistenza i questi monti della Comunità degli Elfi che la si raggiunge prendendo il sentiero CAI 167 in direzione SO. Questa comunità si propone di vivere in modo minimalista a contatto e nel rispetto della natura evitando l’uso di tecnologie e servizi moderni.

Vista di Castello di Sambuca da Monte dell'Uccellaia
Vista di Castello della sambuca da Monte dell'Uccellaia

Ripreso il nostro sentiero in breve siamo in cima al crinale dell’Uccelaia dove una croce ne segnala il punto più alto in quota. Il tempo si è rannuvolato e l’orizzonte non è pienamente visibile, ma ci si può immaginare, in una giornata tersa, quale spettacolo ci avrebbe atteso. Facciamo una breve sosta per il pranzo sedendoci sul crinale con vista sul costone di fronte nel quale sembra incastonato il Castello si Sambuca  da dove siamo passati e l’effetto è esaltato da un fascio di luce che il sole proietta sul borgo come un occhio di bue illumina il protagonista sul palcoscenico di un teatro.

Badi, Bacino di Suviana e Mulino di Chicon

Dopo la sosta, si riprende il sentiero CAI 167 che ci condurrà verso Badi. I tempi di sosta e fermata sono ridotti al limite in quanto le ore di luce in questa stagione sono poche e, pur avendo con noi le pile frontali, non è raccomandabile trovarsi al buio sul sentiero dove tutti i passaggi non sono sempre semplici considerando anche il fondo scivoloso.

Passiamo da monte La Tose e dopo una lunga discesa intravvediamo un lembo del bacino di Suviana e sulla collina di fronte le condotte verdi che scendono nella sottostante centrale di Bargi collegando il Suviana al più alto Bacino del Brasimone sfruttando la forza dela caduta dell'acqua per il funzionamento delle turbine che generano energia elettrica.

Scorcio del bacino di Suviana nei pressi di Badi
Scorcio del bacino di Suviana nei pressi di Badi

Giunti a Badi, ci attende un breve tratto nel bosco e col sopraggiungere del crepuscolo riusciamo a guadagnare la strada asfaltata superando un ponte sul torrente Sambuca nei pressi del Mulino di Chicon il cui proprietario era il nonno di Francesco Guccini.

Ritorno al crepuscolo
Ritorno al crepuscolo

Soddisfatti per la bella escursione, la nostra guida Luana dopo un breve saluto apprezza un caloroso applauso che vuole essere un ringraziamento per la passione con cui ci ha condotto e illustrato i punti salienti del trekking.

 

 

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Ecco qui di seguito il tracciato del percorso