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Da Madonna dei Fornelli alle sorgenti del Savena

Sabato 11 marzo è stata una bellissima giornata di pieno sole, così ho deciso di fare quel trekking sulla Via degli dei che a gennaio avevo dovuto limitare causa neve. Nel frattempo, riguardando il percorso l'ho integrato allungando il tragitto di andata fino a Le Banditaccie dove si abbandona la Via degli dei  tornando indietro da Poggio Savena, nei pressi del quale ci sono le sorgenti dell'omonimo fiume. Ho seguito poi, in prossimità del Passeggere, un tratto de l'Alta via dei Parchi per poi lasciarla  incrociando alcuni borghi fino a chiudere l'anello a Madonna dei Fornelli.

Percorso: Il tratto di percorso all'andata ricalca fedelmente la Via degli dei (sentiero CAI 19): Madonna dei Fornelli, Monte dei Cucchi, Pian di Balestra, Piana degli Ossi, Il Passeggere, Le Banditacce. Si inizia poi il ritorno passando per Poggio Savena, Il Passeggere, CAI 917 (tratto della Alta via dei Parchi), CAI 919 per Cà Borelli, Fontanabura, Pian de Tortoli, Cà de Cucchi, Cà Farini e chiudendo l'anello a Madonna dei Fornelli.

Segnavia: Per quanto riguarda il tratto di andata non ci sono stati problemi,i segnavia CAI bianco-rossi sono ben visibili e molta cartellonistica è stata appena integrata. Per il ritorno, le cose non stanno proprio così. Già individuare l'inizio del sentiero che porta a Poggio Savena non è semplice perchè non segnato. Da Poggio Savena iniziano le indicazioni per il Passeggere. Questi segnavia sono diversi dal CAI, sono formati da 2 triangoli parzialmente sovrapposti: rosso quello posteriore e bianco quello anteriore.

Nel campo del triangolo bianco è segnato il nr.11. Dal Passeggere  abbiamo, ad inizio sentiero, chiara l'indicazione dell'Alta Via dei Parchi con sentiero CAI 917 che si sovrappone per alcuni tratti con la Ippovia Pegaso. Dopo aver lasciato il CAI 917 e iniziato a seguire il CAI 919 i problemi aumentano, perchè questo sentiero che ci porterà fino a Cà Farini è raramente indicato. In questo caso l'aiuto di una buona mappa e bussola ha fatto sicuramente la differenza.

 

Data: 11 marzo 2017

Durata: 9 ore (comprensiva delle soste e pranzo)

Distanza: 24 km

Dislivello in salita 1293 mt

Dislivello in discesa 1293 mt

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Note : In questa stagione, abbiamo trovato molti tratti coperti di fango e larghe pozze d'acqua. In più di un tratto abbiamo dovuto letteralmente risalire o ridiscendere corsi d'acqua e si è guadato il torrente Savena in due punti. Tutto questo non ha comportato particolari difficoltà ma richiede una certa attenzione per evitare di trovarsi per terra. L'uso dei bastoncini da trekking si è rivelato provvidenziale.

La Traccia del Percorso

Partenza

Iniziano quindi il trekking a Madonna dei Fornelli, prendendo Via del Monte a fianco della Chiesa. Seguiamo la strada per un paio di curve tenendo la sinistra ad un bivio. Poco dopo sulla nostra destra inizia il sentiero CAI 19. Incrociamo in un paio di occasioni l'asfalto fino a riprendere il sentiero che con moderata pendenza ci porterà a Monte dei Cucchi. Proseguendo verso sud iniziamo a scendere attraversando un bosco di abeti fino a giungere alle prime case di Pian di Balestra e quindi su asfalto. Percorrendo in lieve discesa la strada asfaltata si arriva velocemente all'incrocio con la provinciale che porta a Caste dell'Alpi. Noi attraversiamo la strada seguendo le indicazioni Strada Romana. Si arriva per strada asfaltata sino al termine dell'abitato. Alla nostra sinistra, seguiamo le indicazioni, e riprendiamo il sentiero.

La Strada Romana o Flaminia Militare

La prima testimonianza della Strada Romana l'avremo dopo pochi metri con l'indicazione di una cava da dove venivano ottenute le pietre per lastricare la strada. Proseguiamo per una breve salita e dopo poche centinaia di metri un grande cartello giallo posto sulla sinistra indica una deviazione per la zona archeologica. Di nuovo troviamo un altra testimonianza, questa volta è un tratto di lastricato riportato alla luce. Un cartello ci avverte che solo dopo la Futa sono stati rinvenuti tratti di lastricato importanti. Continuiamo per la deviazione e poco dopo ci ritroviamo sul sentiero principale.

Continuiamo fino ad uscire in un ampia prateria dove ci si apre verso Ovest un largo panorama sulle cime del Corno e del Cimone.

Seguiamo in discesa il sentiero che fiancheggia la casa colonica che lasciamo sulla nostra destra e proseguiamo a sinistra. Poco dopo incontriamo un cartello che ci segnala una deviazione per raggiungere una sorgente. Proseguiamo piacevolmente per il sentiero che con lievi saliscendi ci porterà a Piana degli Ossi dove è stata portata alla luce una testimonianza di antica fornace per la calce. Purtroppo i cartelloni e tabelle informative sono pressochè in uno stato di abbandono.

Continuiamo per il sentiero fino al Passeggere e qui ad un bivio continuiamo a sinistra. Giriamo intorno ad un laghetto che solo dopo poco vedremo. Superato il laghetto ci troviamo all'incrocio con l'alta via dei Parchi che prenderemo al ritorno chiudendo il breve anello delle Banditacce. nei pressi d questo punto alcuni cartelli indicano che siamo nelle vicinanze di una zona di addestramento cani allo sparo.

Il sentiero. che già al Passeggere ha iniziato a salire,  ora continua più ripido. Un cartello ci indica una sorgente alla nostra sinistra, noi continuiamo a salire fino ad arrivare alla Radura delle Banditacce. Continuiamo sempre verso sud in piano rientrando poi per un breve tratto in un bosco di alberi ad alto fusto in lieve pendenza giungiamo finalmente sulla cima a quota 1203 mt.

E' ora di mangiare e qui facciamo una sosta.

Le sorgenti del Savena e il Rifugio

Cominciamo ora il ritorno. Il sentiero per Poggio Savena non è indicato da segnavia CAI, ma lo si intravvede per uno scolorito segno blu sul tronco di un albero. Quando poco prima abbiamo raggiunto la vetta de Le Banditacce, alle nostre spalle troviamo l'inizio del sentiero.

Il sentiero scende velocemente e poco dopo ci troviamo a 1132 mt nei pressi del rifugio "Il Poggio di Savena" . Il rifugio allestito con tavolaccio, panche e un bel camino può certamente essere un utile punto di riferimento in condizioni di emergenza. In questi paraggi ci sono le sorgenti del Savena. Non le abbiamo individuate, ma poco dopo abbiamo incrociato il torrente largo poco più di un paio di metri.

A fianco del rifugio si innalza una inaspettata struttura tipo "ponteggio per edilizia" probabilmente utilizzata quale punto di osservazione per cacciatori. Lungo il percorso ne incontreremo delle altre. 

L'Alta Via dei Parchi

Subito dopo il rifugio dei cartelli indicatori segnalano il sentiero 11 (non CAI) verso Il Passeggere. Prendiamo questo sentiero che in circa 30 minuti ci riporta in prossimità del Passeggere dove svoltiamo a destra prendendo l'Alta Via dei Parchi su sentiero CAI 917 che si sovrappone alla ippovia Pegaso.

Guadiamo per la prima volta il torrente Savena e seguiamo sempre il sentiero CAI 917 facendo attenzione a tenere la sinistra incrociando altro sentiero che procede in salita a destra.

Arriviamo di nuovo ad un secondo guado del torrente nel pressi del bivio tra il sentiero CAI 917 che prosegue verso il Passo della Raticosa e che noi abbandoniamo  e il sentiero CAI 919 che prendiamo subito dopo aver superato il Savena.

Verso casa senza segnavia

Continuiamo verso Nord fiancheggiando il torrente Savena che scorre alla nostra destra, poi il sentiero piega verso Ovest allontanandosi definitivamente dal Torrente Savena che a Castel dell'Alpi andrà a formare l'omonimo lago .

Dopo circa 30 minuti si arriva sulla strada asfaltata presso Cà Borelli, l'attraversiamo, teniamo il sentiero a sinistra e incontriamo un gruppo di case. Da questo punto le indicazioni del sentiero CAI 919 sono davvero rare. Qui lasciamo le case alla nostra destra e, tenendo la sinistra,  incontriamo un cancello verde oltre il quale prosegue il sentiero. In questa stagione il primo tratto del sentiero è costituito da un piccolo corso d'acqua che si deve letteralmente risalire.

Proseguendo si arriva a Fontanabura dove prendiamo la strada asfaltata . All'incrocio con la strada che in salita riporta a Pian di Balestra, noi teniamo la destra in discesa avvicinandoci ad un laghetto nei pressi di un ristorante.

Dopo alcune centinaia di metri, evitiamo il sentiero che prima in ripida salita e poi in ripida discesa scollina e ci porterebbe a Pian de Tortoli, dove arriviamo per la strada asfaltata in lieve pendenza.

Superato Pian de Tortoli, a sinistra prendiamo il sentiero fino a Cà de Cucchi dove, chieste informazioni ad un simpatico nonnino preoccupato per noi vista l'ora tarda, riprendiamo il sentiero CAI 919 (finalmente un segnavia che lo indica), che si immette subito in un campo e diventa una cavedagna (sentiero a fondo erboso per uso agricolo) e arriviamo in cima ad una collina. Prendiamo a destra scendendo e attraversando il cortile di fattoria tra polli e oche. Riprendiamo la strada asfaltata che ci porta a Ca Farini e subito dopo avvistiamo in basso il campanile della Chiesa di Madonna dei Fornelli dove arriviamo poco dopo.

Dopo aver bevuto una meritata birra ci siamo avviati in macchina verso casa e, superate le ultime case di Madonna dei Fornelli, la giornata ci ha salutato con uno spettacolare tramonto.

Uno spettacolare tramonto