Crea sito

Ciaspolata tra la nebbia dalle Polle al Lago Scaffaiolo

Le previsioni oggi davano coperto con nebbia: e questa volta ci hanno preso. Il tempo incerto e nebbioso, non ci ha impedito comunque di fare una bella ciaspolata sulla neve.

La sera prima mi ero informato sulla possibilità di noleggiare le ciaspole alla Baita del Sole e sullo stato della neve:si presentava nelle condizioni ideali per ciaspolare: innevamento abbondante e fondo compatto.

Siamo partiti da Bologna relativamente con comodo, con un cielo coperto e con un sole pallido che a fatica sbucava verso est che prometteva un miglioramento che poi non c'è stato. Superata la località La Ca', ai bordi della strada ha cominciato a farsi vedere la neve e dopo Madonna dell'Acero tutto ormai era imbiancato. Abbiamo superato Il Cavone col laghetto che, sommerso dalla neve, ormai non si distingueva dal resto del paesaggio. Siamo arrivati a Le Polle dove abbiamo trovato sciatori già in pista e altri che , scesi da poco dalle macchine , si preparavano. Intanto il cielo era per la maggior parte coperto e il poco azzurro che si intravvedeva dalle nuvole stava restringendosi sempre più per poi scomparire definitivamente per il resto della giornata.

Luca con le ciapsole appena noleggiate

Ci siamo diretti alla Baita del Sole dove abbiamo noleggiato le ciaspole per Davide e Luca che ne erano sprovvisti. Le piste che scendono dalla Malga sono ripide e fa una certa impressione vedere sciatori lanciati su quel tappeto imbiancato. . Tutto è innevato e, sebbene manchi il sole , lo spettacolo è comunque notevole. Ci siamo incamminati per raggiungere la strada forestale che porta alle Malghe e poi al Rifugio Duca degli Abruzzi.

Imboccata la strada in breve abbiamo raggiunto  il bivio col ponte sul torrente. La strada qui continua senza impegnare il ponte facendo una larga curva per poi arrivare dietro alle Malghe. Noi abbiamo lasciato la strada e superato il ponte abbiamo preso a sinistra salendo un ripido tratto che ora è ricoperto uniformemente dalla neve. Siamo arrivati alle Malghe col cielo che oramai è irrecuperabilmente coperto e a questo si è aggiunta la percezione della nebbia che lentamente sta calando. Guardando in direzione del rifugio non vediamo nulla se non un bianco uniforme che unisce cielo e terra senza nessuna line adi separazione. Superiamo la seggiovia dove gli sciatori arrivano per poi lanciarsi giù per le piste, Ci sono bambinetti che avranno  avuto sei o sette anni che filano via zigzagando con grande disinvoltura. Sono bravissimi.

Nebbia alle Malghe

 Dopo una breve sosta per riposarci, anche se la salita è stata interrotta dalle pause necessarie a Davide per fotografare ogni piccola cosa degna di nota, abbiamo superato la seggiovia incamminandoci sulla ripida salita che porta al Rifugio. Dopo il secondo tornante eravamo avvolti dalla nebbia. Davanti a noi si vedevano a malapena i paletti che segnavano il sentiero e le orme di chi lo aveva già percorso erano alquanto confuse. E la nebbia continuava ad infittirsi. Con questi pensieri eravamo li sul punto di decidere di tornare indietro quando vediamo arrivare verso di noi un gruppo preceduto da un ragazzo con gli sci carico di uno zaino improbabile da 60-80 litri. L'ho guardato avvicinarsi e poi superarci e sono rimasto perplesso con la domanda cosa potesse servire uno zaino del genere per una escursione così breve. Lasciata appesa la domanda, subito io e i ragazzi ci siamo guardati e, senza esitare, abbiamo deciso di accodarci al gruppo. Così, dopo un paio di tornanti, inaspettatamente sulla sinistra abbiamo intravisto la sagoma scura del Rifugio. Eravamo arrivati.Pensavo mancasse molto di più. La neve fa perdere i riferimenti conosciuti e si fa presto a non orientarsi più.

Rifugio Duca degli AbruzziCi siamo fermati per pranzare. Servivano polenta con cinghiale e funghi accompagnata da sangiovese: una giusta ricompensa dopo tanto impegno nella salita.

Al rifugio ho avuto risposta alla mia domanda di prima: c'era il ragazzo che avevamo incrociato con l'enorme zaino. Dopo averlo aperto sul tavolo, tirava  fuori pacchi di latte, sacchetti di polenta e altro ancora: insomma erano le provviste per il rifugio. Ci ha spiegato che finchè la strada è pulita e percorribile col pikup, viene fatto il grosso del rifornimento che può bastare fino a gennaio-febbraio, ma il rifornimento del fresco lo devono comunque fare giornalmente:in pratica da Le Polle, riempiono gli zaini e sulla seggiovia li portano fino alle Malghe e poi da qui se li caricano sulle spalle  e  con gli sci li portano al rifugio. Mi ha fatto notare poi che anche la spazzatura accumulata al rifugio,viene caricata sulle spalle per fare il giro al contrario.

Dopo mangiato, comodamente siamo tornati indietro senza che la nebbia ci desse tregua. Nonostante la mancanza delle vedute e dei panorama mozzafiato che questi crinali ci offrano in altre condizioni,la giornata è stata bellissisma assieme a miei figli.