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2- Sui passi di San Francesco: da Pieve Santo Stefano a Pian della Capanna

a piedi con mio figlio da La Verna ad Assisi

prima:1-da La Verna a Pieve S. Stefanosegue: 3-da Pian della Capanna a Citerna

Domenica 2 settembre 2018, Pian della Capanna

La notte è passata tranquilla, mi sono svegliato alle 6.00. Andrea dorme ancora e io penso alla giornata di ieri. Sono felice di rimettere lo zaino in spalla e ripartire.

Questa mattina il sole si sta facendo largo tra le nuvole mostrando spazi di cielo azzurro e questo mi mette di buon umore. Ci alziamo, prepariamo gli zaini facciamo colazione con quello che Cinzia ci aveva preparato la sera prima e alle 7.30 siamo in strada.

Ponte sul fiume Tevere a Pieve santo Stefano

Attraversiamo il ponte sul Tevere e superata la Chiesina dei Lumi passiamo davanti al ristorante dove abbiamo cenato ieri e poco dopo prendiamo a sinistra la deviazione per l’ Eremo del Cerbaiolo. È una larga sterrata che sale compiendo all’inizio ampi tornanti. Andrea coi suoi 20 anni mi distanzia di un centinaio di metri e ogni tanto manda un fischio al quale io rispondo per confermargli che lo seguo e che tutto va bene. Ne approfitto di questi momenti in cui praticamente si cammina come se si fosse soli per pensare.

Cammino lentamente, cadenzando il respiro col ritmo dei. Mi sembra di avanzare senza fatica e sono felice.

Terminano i tornanti e la sterrata diventa meno ripida. Si giunge alla deviazione per l’Eremo di Cerbaiolo, so che molto probabilmente sarà chiuso, ma andiamo ugualmente. Un podista che ci aveva superato, lo incontriamo che sta scendendo dall’Eremo e ci dice che quando aveva iniziato la salita, due persone con zaini stavano scendendo. Evidentemente due pellegrini che ci stanno precedendo.

Panorama dall’Eremo di Cerbaioloo

Arrivati all’Eremo ci fermiamo un poco per riposarci e per ammirare il panorama che si gode dalla cima. L’Eremo è davvero fuori dal mondo e la scelta dei monaci di vivere qui non doveva essere facile. Le due porte sono chiuse e non c’è cenno di presenza alcuna.

C’è un quaderno dove i pellegrini lasciano una frase in segno del loro passaggio. Ne scrivo una anch’io. Penso alla figura di Chiara che ha vissuto qui fino alla sua morte accogliendo pellegrini e provo dispiacere di non averla conosciuta.

Ritorniamo indietro per riprendere il percorso principale e mi fermo al piccolo cimitero dell’Eremo dove ho letto che c’è la tomba di Chiara, ma non la riesco a trovare. Eppure è un fazzoletto di terra.

Sosta alla Fonte delle Rupine

Ripreso il Cammino, siamo saliti per sentiero e larghe carrarecce facendo una sosta alla Fonte delle Rupine. Poi riprendiamo il cammino fino a Passo di Viamaggio.

Il cielo non minaccia pioggia, così decidiamo di prendere il sentiero in salita a fianco dell’Hotel Imperatore che attualmente è chiuso. Lasciamo quindi la strada asfaltata che nelle guide sarebbe consigliata in caso di pioggia per aggirare la parte più ripida del sentiero.

Il sentiero si inerpica e in alcuni tratti diventa davvero ripido e si capisce facilmente che in caso di pioggia possa diventare scivoloso. Apriamo e chiudiamo non so quanti varchi che danno accesso a fondi chiusi dove si allevano mucche allo stato brado.

In alcuni punti aperture del bosco permettono ampie vedute sul grande invaso di Montedoglio che già avevamo visto ieri arrivando a Pieve Santo Stefano.

All’interno della Riserva Naturale dell’Alpe della Luna

Quando il sentiero si immette su un’ampia carrareccia nel punto in cui ci si ricollega alla variante. Seguiamo i segnali inoltrandoci nella Riserva Naturale dell’Alpe della Luna con grandi faggi e querce. Qui la natura esprime tutta la sua grazia e bellezza. Si sentono tuoni in lontananza, noi acceleriamo il passo. Dopo poco, alcune macchine parcheggiate sulla sterrata e il vociare di bambini e adulti, ci preannunciano il termine della nostra tappa: siamo al Rifugio Pian della Capanna.

È stata una bella tappa, impegnativa ma senza difficoltà e con un sentiero ben segnato coi soliti segnavia. Sono le prime ore del pomeriggio, la parte di rifugio con accesso libero è piena di gente che sta mangiando carne cotta alla griglia.

Daniele ci accoglie e ci accompagna alla nostra camera e poi riprende a servire gente che si è fermata al rifugio per pranzare.

Noi facciamo una doccia e il solito bucato giornaliero e ci mettiamo ad un tavolino con una birra e bruschette.

I tuoni di prima si sono allontanati e le nuvole ogni tanto lasciano trapelare qualche raggio di sole che illumina il prato davanti al rifugio dove due ragazze giocano a palla volo e dei bambini si rincorrono con dei bastoni gridando e ridendo felici. In questo momento di riposo apro il diario e scrivo.

Il tempo passa. I clienti del giorno se ne vanno e il cielo diventa coperto e si incupisce. I tuoni riprendono a rombare in lontananza.

Mentre siamo nella grande veranda a fianco della sala da pranzo, inizia a piovere piano. Daniele saluta calorosamente un gruppo di ragazze che, terminato un fine settimana dedicato allo yoga, se ne vanno. La pioggia aumenta di intensità diventando un vero temporale. In breve trasforma il prato in un acquitrino di pozzanghere. Rimaniamo solo noi due con Daniele.

Mentre siamo lì a contemplare questo mare di acqua, mi vengono in mente i tre pellegrini con mantella che poco prima che iniziasse il temporale sono transitati davanti al rifugio. Sapendo che la sosta successiva è La Montagna a un’ora e mezza di distanza immagino come si stiano bagnando e qualche considerazione su questo la scambiamo con Daniele che ci racconta poi della sua prima esperienza di lavoro qui al rifugio e come ad ottobre, terminata la stagione, dovrà cercarsi un’altra attività.

Daniele decide di accendere il grande camino in sala da pranzo per stemperare un po’ l’umidità, così ne approfittiamo per mettere davanti le poche cose che abbiamo lavato.

Mentre siamo lì a chiacchierare arriva Filippo, il gestore del rifugio, col Pik-up dal quale scende il trio dei pellegrini visti prima. Si tratta di madre, figlio di otto anni e il nipote di 14 : si sono sbagliati e hanno tirato dritto non rendendosi di stare passando davanti al rifugio.

La sera a tavola ci troviamo col trio famigliare che però non da tanta confidenza. Daniele ci serve un ottimo risotto alle erbe aromatizzato al limone, poi grigliata ai ferri con patate arrosto il tutto bagnato da un buon vino rosso.

Dopo mangiato il trio va a letto, noi rimaniamo a parlare con Daniele e Filippo che ci racconta delle difficoltà burocratiche incontrate per aprire la sua attività che ora conta tre strutture e non so quanti ettari di terreno. Con orgoglio ci dice di allevare asine dalle quali ottiene il latte che rivende ad una farmacia di Firenze come sostitutivo del latte materno.

Andrea si appassiona a questi racconti e la serata scorre piacevolmente. Viene l’ora di salutarci e di andare a letto  anche se saremmo stati li a parlare ancora.

Dati tecnici della tappa:

Data: 02 settembre 2018

Tempo: 6 ore compreso di soste

Percorso ad Anello: No

Distanza percorsa: 19 km

Altitudine min. 427 mt

Altitudine. max 1133 mt

Dislivello in salita: 1164 mt

Dislivello in discesa :603 mt

Fondo: poco asfalto, sentieri in terra battuta, sterrate

Difficoltà tappa: impegnativa

La traccia

prima: 1-da La Verna a Pieve S. Stefanosegue: 3-da Pian della Capanna a Citerna